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Gli incontri del Gamba / Selene Framarin, L’ombra e il suo doppio

19.09.2019 | 18.00 – 19.30

Nel quadro dell’iniziativa della Soprintendenza ai Beni Culturali della Regione autonoma Valle d’Aosta Plaisirs de Culture l’incontro con Selene Framarin propone Lombra e il suo doppio, uno storytelling performativo sulla fiaba L’Ombra di Hans Christian Andersen, per voce recitante, clarinetto, clarinetto basso e loop station.

Musiche di Igor Stravinskij (da Tre pezzi per clarinetto solo), Johann Sebastian Bach (da Suite per violoncello n. 3), Arcangelo Corelli (da variazioni sulla Follia op.5), Astor Piazzolla (da Tango études), John Cage (da Variation III)

Un’ombra, proiezione – prigioniera per antonomasia – del corpo a cui appartiene, si liberà dalla sua schiavitù e se ne va per il mondo, per poi ripresentarsi alcuni anni dopo davanti agli occhi sgomenti del suo antico padrone. Chi è ora il padrone e chi lo schiavo? Attraverso la fiaba, si racconta l’archetipo del doppio e il conflitto drammatico tra vero e falso, tra realtà e maschera in un concerto scenico per clarinetto solo e loop station, in cui suoni e voce si muovono insieme, creando un gioco di luci e ombre con musiche rinascimentali, sperimentali e popolari.

Selene Framarin in poche battute

Da alcuni anni Selene Framarin indirizza la sua attività di clarinettista allo studio dell’aspetto corporeo del fare musica. Esplora le relazioni fra letteratura musicale e varie forme di teatro, realizza spettacoli che si muovono fra suono, mimo e parola. Selene si è diplomata in clarinetto con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Milano, si è perfezionata in Teatro Musicale presso la Haute Ecole des Arts de Berne e nel repertorio contemporaneo presso la Lucerne Festival Academy. Ha studiato teatro di movimento con Giovanni Fusetti e Matteo Destro presso Helikos, International School of theatre Creation a Firenze. Selene è stata docente del Conservatorio Nazionale Edward Said in Palestina e artista volontaria nelle missioni al confine turco-siriano diClowns Without Borders e crede nel significato civile del fare musica, testimonianza tangibile del pensiero intorno alla realtà.