Regia: Chiara Brambilla
Coproduzione: La société des Apaches (Francia)
Durata: lungometraggio
Paese: Italia/Francia
Anno: in lavorazione

Con il supporto di Film Commission Vallée d’Aoste
Associazione INEA

Tra il desiderio di generare una vita e l’impossibilità di controllarla si apre un territorio invisibile e misterioso. Dopo tre gravidanze interrotte, alla soglia dei quarant’anni, cerco di capire come nasce il desiderio di diventare madre e quanto davvero ci appartenga.È nel bosco che questa ricerca trova un altro spazio. Seguendo le tracce del lupo e degli animali selvatici, imparo a interrogare ciò che esiste senza mostrarsi, ciò che lascia segni e continuamente sfugge allo sguardo.
Il mio corpo e la foresta diventano così territori in risonanza, attraversati dalla vita e dalla morte, dal desiderio di vedere e dalla necessità di accettare ciò che non può essere visto.Quando nasce mio figlio, la ricerca cambia forma. Insieme torniamo nel bosco, sulle tracce del lupo, imparando che forse incontrare l’altro significa proprio rinunciare a possederne lo sguardo, farsi da parte e lasciare spazio al mistero del vivente.

Chiara Brambilla è una regista e sceneggiatrice. Ha esordito come regista nel 2006 con il documentario Casa Plastica. Nel 2008 vince all’Anteprima Doc Festival di Bellaria con il film Zio Sem e il Sogno Bosniaco. Ha vinto il premio alla scrittura MIBACT 2019 con il progetto di film documentario Mondo Sommerso. Gli ultimi suoi film lungometraggi sono Divine 2010 e Sciare in salita 2017.

Regia: Chiara Brambilla
Coproduzione: La société des Apaches (Francia)
Durata: lungometraggio
Paese: Italia/Francia
Anno: in lavorazione

Con il supporto di Film Commission Vallée d’Aoste
Associazione INEA